Post by Giovanni Tozzi

Creator del progetto @silavacapita | Contenuti autentici per brand e attività pet, zero fuffa 🐕🐈 | Specialista Commerciale & Customer Experience

Ho scelto il mio cane senza averlo mai visto. Su una foto e una parola. La parola era sbagliata. Cercavo un cucciolo di Pastore della Sila. Ho chiamato un amico a Catanzaro, che si è messo a cercare per me. Un pastore ne aveva due, maschio e femmina, e li regalava entrambi. Ho scelto lei. L'ho preadottata a distanza: croccantini, antiparassitari, tutto quello che serviva, mesi prima di vederla. Poi ho organizzato una staffetta per portarla dalla Calabria alla Liguria. Si chiama Sila. È qui da due mesi. La settimana scorsa Isabella Biafora, dell'allevamento Di Jurevetere, una delle persone che di questa razza ne sa più di chiunque, ha guardato le sue foto e mi ha scritto senza girarci intorno: non è un Pastore della Sila. È una meticcia. Me l'ha detto quasi scusandosi. Come se stesse dandomi una brutta notizia. Un dubbio, onestamente, ce l'avevo. Il peso a quest'età, certi tratti che non tornavano, un comportamento più da meticcia che da pastore. Ma erano sensazioni, e in mancanza di prove uno tiene la versione che gli fa comodo. Poi arriva qualcuno che sa, e il dubbio diventa un fatto. La cosa interessante è cosa non è cambiato. Ho cercato per mesi. Ho pagato, organizzato, aspettato. Tutto su un'etichetta. L'etichetta è caduta e il cane è lo stesso. Stesso sguardo, stesso carattere, stessa taglia grande in arrivo e quella la veterinaria me l'ha confermata. Il che vuol dire che l'etichetta non stava tenendo su niente. Serviva solo a me, per raccontarmi meglio quello che stavo facendo. Quindi correggo la mia. Sila non è un Pastore della Sila. È una cagnolina meticcia arrivata dalla Calabria, ha sei mesi e diventerà grande. Rileggendo, mi accorgo che non ho fatto niente di speciale. Ho fatto tre cose banali, e le rifarei. Ho tenuto la sensazione al posto suo. Un dubbio non è una prova, ma non è nemmeno niente: è il segnale che è ora di verificare. Ho cercato qualcuno che ne sapesse più di me, sapendo che poteva darmi torto. È l'unico tipo di verifica che serve a qualcosa. E quando mi ha dato torto, ho cambiato quello che avevo scritto. Non l'ho difeso. Non è un metodo che ho inventato io. È solo quello che serve se vuoi che le cose che dici reggano. Su un cane, su un cliente, su qualunque cosa. Sila e il resto del branco stanno su Tik Tok: @silavacapita; un cane e quattro gatti, senza etichette.

Post content