Post by Teatro Out Off
49 stagioni dalla parte degli artisti
Vogliamo salutare l’amico Franco Bolelli con un ricordo lontano. Una foto della tavola rotonda “Sulle rovine del post moderno” organizzata dall’Out Off . Nella foto da sx: Mino Bertoldo, Giorgio Verzotti, Titti Danese Caravella, Antonio Syxty, Francesco Bolelli, Francesca Alinovi. “Essere assolutamente irrecuperabili a questa realtà è la questione. Ecco perché con i linguaggi artistici che si adattano a questa realtà e che se ne fanno rappresentazione, non è possibile nessuna complicità. E non ci vengano più a dire che è per depotenziarlo e per trasgredirlo, che rimangono in questo stato delle cose: perché è proprio come unità di misura fissa, è proprio nella sua funzione di contenitore neutro che questa realtà esprime il massimo del suo potere dissuasivo. Metter in scena le cose come sono è davvero il gesto più stupido e rovinoso che l’arte possa compiere con se stessa. (…) E’ nel ritorno a un linguaggio magico e mitico, che l’arte può essere ancora necessità di vita. Non solo spettacolo e sola avanguardia, facce complementari della stessa moneta d’ordine. Ma forza naturale, paesaggio interiore, funzione biologica, “grande legge del cuore”. Mettere in scena tutto questo, è davvero il momento”. Franco Bolelli, dalla presentazione della rassegna Limitrofie, Brera 1983.