Post by Paolo Bovio

Editorial News Lead Chora & Will • direttore editoriale Future4Cities • host podcast Città

Il dato di 1 milionario ogni 12 milanesi era una bufala, ovviamente, ma se è circolato così tanto è perché (un po’ come le antiche leggende) evoca un frammento di verità: la crescita della concentrazione della ricchezza a #Milano, e la crescita delle #diseguaglianze di riflesso. I dati che contano sono altri, come ci ha spiegato il prof Alessandro Coppola nella nuova puntata del podcast #Città by Future4Cities. Quelli che mi hanno colpito di più: • Più di 1 casa su 2 viene acquistata cash, senza mutuo, con un valore medio delle transazioni immobiliari sopra i 400 mila euro • Già prima della pandemia, 1 nuovo residente su 2 nei Comuni di prima cintura proveniva da Milano È una polarizzazione che cresce a più livelli: dentro la città (centro e semicentro VS periferie), nella regione urbana (capoluogo VS altre cittadine), in Italia (Milano VS resto del territorio nazionale). Una città, insomma, che in forza della sua attrattività diventa asset class, investimento redditizio per quelli che possono permetterselo (e, visti i numeri, ce ne sono) da una parte, dall'altra espulsione per chi non avendo una rendita alle spalle non regge il passo. Coppola la descrive così: “Chi ha patrimonio da investire oggi è nelle condizioni di capitalizzare sul valore che viene creato da chi lavora nella città”. Ma se è vero che (come ha scritto Florida) il successo di una città è fatto dalla combinazione di centri di 1) conoscenza avanzata 2) flussi di capitale 3) classe creativa, come diventerà la Milano se espelle man mano la sua classe media creativa – se diventerà città #cannibale? “Più omogenea, più ingiusta, ma fondamentalmente anche più noiosa e prevedibile”. Per contrastare queste diseguaglianze, ci sono cose che la città può fare, cose che la città non può fare e cose che la città può scegliere di non fare più. Puntata densissima che con Stefano Daelli siamo contenti di consegnare al vostro ascolto per alimentare un dibattito necessario.

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