Post by Pamela Bertoldo
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La frase più sentita ieri in azienda non è stata “𝙗𝙪𝙤𝙣𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙤”. È stata: “𝗦𝗰𝘂𝘀𝗮… 𝘀𝗲𝗶 𝘁𝘂 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝗮𝘃𝗶?” No, non eravamo impazziti. Eravamo con i circa 60 colleghi arrivati da Padova, Milano, Torino, Roma e Trieste per il nostro meeting di metà anno. E in quel momento stavamo giocando a 𝗕𝗜𝗡𝗚𝗢. In sala c’erano avvocati, consulenti del lavoro, amministrazione, segreteria, HR, marketing, comunicazione, visual e IT. Dovevamo parlare di risultati, progetti, numeri e di dove stiamo andando. Per rompere il ghiaccio abbiamo distribuito una cartella del Bingo. Dentro non c’erano numeri. C’erano persone. “𝘊𝘩𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢 𝘭𝘢 𝘚𝘢𝘨𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘍𝘰𝘭𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘕𝘰𝘷𝘦𝘯𝘵𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘧𝘦𝘴𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦?” “𝘊𝘩𝘪 𝘩𝘢 𝘱𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘭𝘪𝘣𝘳𝘰, 𝘮𝘢 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘎𝘪𝘢𝘯𝘭𝘶𝘤𝘢?!” “𝘊𝘩𝘪 𝘦̀ 𝘳𝘪𝘶𝘴𝘤𝘪𝘵𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘳𝘦𝘴𝘢 𝘥𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘧𝘪𝘯𝘪𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘩𝘢𝘵 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘢𝘮𝘮𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘤𝘶𝘰𝘭𝘢?” “𝘊𝘩𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘳𝘪𝘭𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘴𝘪 𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘮𝘮𝘪𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝟣𝟤𝟢 𝘤𝘩𝘪𝘭𝘰𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪?” "𝘊𝘩𝘪 𝘢𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘤𝘦𝘳𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘔𝘢𝘹 𝘗𝘦𝘻𝘻𝘢𝘭𝘪 𝘴𝘢𝘱𝘦𝘷𝘢 𝘭𝘦 𝘤𝘢𝘯𝘻𝘰𝘯𝘪 𝘮𝘦𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘔𝘢𝘹?” Dopo cinque minuti nessuno era più seduto vicino alle persone con cui era arrivato. Conosciamo davvero le persone con cui lavoriamo ogni giorno? O ci basta sapere cosa fanno, senza sapere quasi nulla di chi sono? Un grazie enorme ad Alice ed Eleonora, con cui ho costruito questa giornata, e ad Elena, che ha moderato il Bingo (e tutto il meeting) con un entusiasmo contagioso. Quando un gioco sembra semplice, di solito è perché qualcuno ci ha lavorato parecchio. La cultura aziendale non nasce quando scorrono le slide. Nasce quando un’avvocata di Milano scopre di avere qualcosa in comune con una persona del team visual di Padova. Quando il marketing ride con l’amministrazione. Quando smetti di presentarti con il tuo ruolo e inizi a farlo con il tuo nome. E, da quel momento, il lunedì mattina è un po’ meno lunedì.