Post by Maurizio Morolli

Porto ai miei clienti una prospettiva istituzionale applicata al patrimonio privato, costruita in oltre trenta anni di mercati reali — a Londra prima, in Italia poi.

Non posso dire di conoscere il mio concittadino Mauro Moretti oltre qualche buongiorno di cortesia quando ci incrociamo per il rito del caffè mattutino. La sua recente condanna per la strage di Viareggio mi lascia però una domanda aperta. Di fronte a una tragedia enorme — 32 vittime — il bisogno di giustizia è inevitabile. Ma siamo sicuri che questa sentenza riguardi solo responsabilità individuali? L’incidente fu causato da un guasto tecnico su un carro cisterna estero, per cui sono già stati condannati i responsabili diretti. A Moretti si contesta invece di non aver fatto “di più” rispetto alle norme vigenti. Ed è qui il punto: si può condannare qualcuno per non aver superato regole che era tenuto a rispettare? Il dubbio è che, oltre alla giustizia, abbia pesato anche l’esigenza di dare una risposta simbolica a un dolore collettivo. E che il vertice aziendale sia diventato, inevitabilmente, il punto su cui far ricadere questa responsabilità. Domanda scomoda, ma necessaria: è stata solo giustizia, o anche bisogno di trovare qualcuno che pagasse?

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