Post by Massimiliano Leli
Ceo presso SPARCOD - Mobile Solutions
«Neanche Claude ci sarebbe mai arrivato, se non l’avessimo istruito e instradato per giorni e giorni». È questo il passaggio che, secondo me, riassume meglio il modo in cui Giorgio Parisi è riuscito a chiudere una dimostrazione rimasta irrisolta per oltre dieci anni grazie al supporto dell’AI. Proprio così: di recente, il Premio Nobel per la Fisica 2021 ha risolto un passaggio teorico su cui la ricerca si era fermata, e l’ha fatto grazie al supporto essenziale di Claude. Attenzione però: l’AI non ci è arrivata da sola. Ha lavorato su equazioni e contesto forniti da chi conosceva davvero il problema. Poi, a un certo punto, ha trovato una strada che era sfuggita ai ricercatori. Questo è un esempio potente di cosa può fare l’AI quando viene messa nelle condizioni giuste: non sostituisce il pensiero umano, ma lo amplifica. Non toglie valore alla competenza, la rende ancora più importante. Ed è un principio che vale anche nelle imprese. Nei prodotti che sviluppiamo, i dati restano il patrimonio dell’azienda. Ma perché l’AI possa generare valore, quei dati devono incontrare un contesto: regole, processi, logiche gestionali, workflow. In altre parole, l’equivalente aziendale di quelle “operazioni matematiche” che Parisi ha insegnato a Claude prima di arrivare alla soluzione. È lì che l’AI diventa utile: quando lavora dentro un ambiente governato, sicuro e coerente con il modo reale in cui le persone e le imprese prendono decisioni. La tecnologia accelera. Ma resta l’uomo a dare direzione. - Daniele Lombardo