Post by Marianna Porcaro

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Ulay e Marina Abramović: due corpi, due anime, dodici anni di arte e simbiosi. E poi 2.500 chilometri a piedi per dirsi addio. Chi lo fa, oggi? Chi ha ancora il coraggio di camminare un addio, invece di inviarlo per messaggio? Chi ha il coraggio di vivere il distacco come un’opera d’arte, e non come una fuga? Questa è una storia spietatamente vera su cosa significa appartenersi, separarsi, per poi rivedersi dopo vent’anni… e guardarsi negli occhi senza dire nulla. Solo chi ha davvero amato può reggere uno sguardo del genere. In questo nuovo episodio di Nessuno mi può giudicare scoperchiamo l’intimità come non l’avete mai letta: quella che ti riconosce, ti plasma, ti divora e ti lascia. Ma che non ti cancella. È un viaggio tra amore e sparizione, arte e identità, tra chi resta al centro della scena e chi, come Ulay, viene visto solo quando ormai non c’è più. Leggere questo episodio è un atto di consapevolezza. Perché tutti, almeno una volta, siamo stati Ulay. #LAddioCheBrucia #RiconoscersiAncora #NessunoMiPuòGiudicare

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