Post by Marco Orlandi

Dottore Commercialista e Revisore Legale | Autore IPSOA | Iscritto all’Elenco gestori crisi di impresa | CTU | Revisore della sostenibilità

Raimondo Lanza di Trabia. Storia di un principe e di campioni matti Lo hanno definito l'ultimo dandy del Novecento. Tra nobiltà, grande borghesia, misteri, passioni, calcio, motori e belle donne, la vita del principe Raimondo Lanza di Trabia attraversa un mondo al tramonto. La sua vicenda sembra infatti incarnare la parabola raccontata nel Il Gattopardo: la lenta decadenza dell'aristocrazia siciliana, incapace di adattarsi ai mutamenti della storia. Con la fine della monarchia nel 1946 e l'avvento della Repubblica, quel ceto perde definitivamente il proprio ruolo centrale, conservandone però il fascino, i rituali e le contraddizioni. Raimondo Lanza di Trabia diventa così il simbolo di un'epoca sospesa tra splendore e declino, non solo il protagonista di una storia straordinaria, ma anche uno degli ultimi eredi di un mondo destinato a scomparire. Molti lettori e biografi hanno visto in Raimondo una sorta di "ultimo gattopardo" reale, cioè l'incarnazione tardiva di quel mondo aristocratico siciliano raccontato da Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Non a caso Raimondo era amico e parente dello stesso Tomasi di Lampedusa. Nel 1956, poco prima della sua morte, lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa (autore de Il Gattopardo) adottò Gioacchino Lanza, che era suo cugino. Anche altre ricostruzioni della vita del principe Raimondo Lanza di Trabia ricordano i suoi rapporti con intellettuali come Luchino Visconti, Alberto Moravia e lo stesso Tomasi di Lampedusa, inserendoli nel suo circolo di conoscenze e amicizie. #RaimondoLanzadiTrabia #famigliaLancia #Sicilia #Palermo #sport #calcio #Sportmemory #nobiltà #IlGattopardo #GiuseppeTomasidiLampedusa

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