Stamane, sulla Domenica de Il Sole 24 Ore, compare un articolo, a firma di Ugo Nespolo, dal significativo titolo "Le citazioni? Sono una filosofia del tempo." L'articolo trae le mosse da una mostra presso il Mart di Rovereto che esplora, per l'appunto, il gioco dei rimandi e delle citazioni tra artisti del Novecento e contemporanei. Le riflessioni dell'autore assumono, però, una valenza che va oltre l'ambito delle arti figurative.
E fin dall'incipit.
"Si deve subito dire che la citazione non è né ornamento né omaggio ed è - fin dall'inizio - la messa in pratica della frase di Montaigne . ovvero: Non facciamo altro che commentarci a vicenda, citarsi appunto."
E ancora:
"La citazione non deve però limitarsi a certificare quello che è già stato ma deve far sentire che proprio ciò che èstato continua a interrogarci. L'esperienza estetica deve aver valore di un'esperienza temporale più complessa, riuscire a produrre un presente ricco di relazioni, un presente attraversato fino a produrre un'esperienza sensibile."
Per concludere:
"Le opere vivono attraverso altre opere, le immagini portano i segni di pensieri che le hanno precedute. Insomma, la citazione non prende il posto dell'invenzione ma la rende storicamente attuale e responsabile mentre la sottrae all'isolamento. Citare significa assumere che il tempo è una trama da vivere capace di trasformare quello che è stato in un panorama di interlocutori vivi. La citazione allora come potente energia critica capace di rimettere in moto il senso perduto."
La citazione, dunque, lungi dall'esaurirsi al senso che ironicamente le viene attribuito da Woody Allen in "Mi cito addosso", diviene trama che richiama il passato rendendolo vivo nel presente. È riconoscimento della circostanza - come ricordava Giuseppe Pontiggia - che i classici sono nostri contemporanei. Come sosteneva Hans-Georg Gadamer, comprendere significa entrare in un dialogo con la tradizione, dove il presente e il passato si modificano reciprocamente: «La tradizione non è qualcosa che si possiede, ma qualcosa a cui si appartiene.» e «La comprensione è sempre un processo di fusione di orizzonti.». La citazione è arte della memoria. E non riusciamo davvero a immaginare una più nobile e riconoscente forma di arte... e di vita.
In un tempo che celebra soprattutto il nuovo, vale forse la pena ricordare che non esiste vera innovazione senza memoria. Il nostro stesso agire quotidiano è una continua citazione: delle idee che abbiamo ricevuto, degli autori che abbiamo letto, delle persone che ci hanno insegnato a pensare.