Post by Luca Cardi

Servizi Legali - Banca Popolare di Fondi

Sono stato reso edotto di un'inquietante circostanza. L'IA, cui ho fatto valutare un mio breve scritto, ha concluso che le mie considerazioni fossero improntate a un profondo pessimo antropologico. La medesima IA avvicinava, poi, il mio scritto ad alcuni autori per similitudine di pensiero e di cifra stilistica. Non ne spenderò i nomi. Mi parrebbe ingiurioso. Per tali autori, intendo. Ho, comunque, deciso di scrivere questo post per sottrarmi al temibile giudizio degli algoritmi. Domenica d'estate. Non amo le domeniche estive. In esse, ho sempre trovato - e fin da bambino - un senso profondo di noia estenuata. "Neanche un prete per chiacchierar", avrebbe scritto Paolo Conte. Rifiuto a priori l'idea della spiaggia. Un carnaio multiforme e chiassoso. Da misantropo, a suo agio nella solitudine (e, forse - chissa? - proprio per questo), amo l'umanità. Ho difficoltà - sempre avute - con la gente in carne e ossa. Decido di uscire per acquistare i giornali in edicola. Se il caldo canicolare me lo consentirà, al massimo, farò due passi per il borgo. È un'epifania. Per poco non vengo investito da un bambino di dieci anni che corre via dalla madre per non so quale disaccordo. Mentre da essa si allontana, l'innocente pargolo (oh Rousseau!) la apostrofa, assimilando la genitrice a una deiezione. Faccio appena in tempo a riprendermi dal mancato scontro che mi si fa incontro un'orda rumoreggiante di ragazzotti che, a torso nudo, vanno sciamando per i vicoli, urlandosi incomprensibili versi gutturali, intervallati da e . Decido di tornare all'auto. In tempo per assistere alla lite tra due padri di famiglia, con coniuge e prole al seguito, per un posto auto. Mentre guido verso casa, mi torna alla mente, Pierpaolo Pasolini. «Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre...» E ancora: «Guardo la folla e mi chiedo: "Dov'è questa rivoluzione antropologica di cui tanto scrivo?". E mi rispondo: "Eccola". Infatti la folla intorno a me... è una folla infimo-borghese, che sa di esserlo, che vuole esserlo.» Ecco, non so se il mio sia pessimismo antropologico. Ma abbiamo devastato, per colpa e per distrazione, la gran parte di ciò che i nostri padri ritenevano buono e giusto. Viviamo tempi da basso impero. Il solo ottimismo, che riesco a coltivare, sta nella vichiana speranza che al basso impero segua un alto medioevo.