Post by Luca Buonopane

Scrittore e articolista freelance | Autore di Giuda il credente web lucabuonopane.it

Caro/a lettore,lettrice ti è mai capitato di esitare un istante prima di esprimere un'opinione, non per paura di una sanzione visibile, ma per una sorta di riflesso automatico? Quel filtro impercettibile tra il pensiero e la parola è il segno più tangibile di ciò che Michel Foucault chiamava Panopticon: un sistema di controllo così efficiente da non aver bisogno di violenza, perché ci ha insegnato a interiorizzare lo sguardo del sorvegliante. Molta cultura critica contemporanea si ferma qui, descrivendo una prigione perfetta, senza uscite. Ma è davvero così? Nell'ultimo numero della newsletter affrontiamo un viaggio attraverso le crepe di questo sistema, incrociando tre giganti del pensiero del Novecento: Michel Foucault e la chirurgia del potere invisibile; Noam Chomsky e la prova scientifica che la creatività e il desiderio di libertà sono innati nell'essere umano; Simone Weil e l'arte dell'attenzione pura come strumento di sottrazione silenziosa dalle logiche della performance. Condivido con te anche una riflessione personale su come lo "sguardo laterale" — quello che spesso nasce dalle necessità e dalle deviazioni biografiche — e la pratica quotidiana del dubbio possano diventare gli strumenti per tenere aperte quelle crepe. Il Panopticon è reale, ma non è onnipotente. 👉 https://lnkd.in/dHezYETE Buona lettura e, se ti va, lasciami il tuo pensiero nei commenti. Un caro saluto, Luca

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