Post by L'Espresso

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Orientarsi nel nostro mondo culturale è faccenda intricata come il ruolo del puma Alonso in quel meraviglioso romanzo di Anna Maria Ortese che è “Alonso e i visitatori”. Intanto: cosa intendiamo per cultura? Prendere posizione contro il ddl Valditara è cultura, per esempio: specie quando il ministro dell’Istruzione e del Merito pubblica un post sui social dove sorride su uno sfondo azzurro non come il cielo di Lombardia ma come tutti i loghi delle destre, da Almirante a Meloni, Fini incluso. Armocromia a parte, Valditara afferma: «Con la legge sul consenso informato non sarà più possibile la propaganda gender nelle scuole». Ora, cultura sarebbe appunto spiegare al ministro e al suo ispiratore, il deputato già leghista e oggi vannacciano Rossano Sasso, che la teoria gender non esiste se non nei testi che attaccano la teoria medesima (uno dei quali è firmato proprio da Sasso) e non esistendo la teoria non esiste neanche la propaganda: ma è cosa che viene ripetuta da oltre un decennio, così come viene ripetuto che il consenso dei genitori, nei fatti, vanificherà la possibilità di svolgere educazione sessuale e sentimentale a scuola. La quale fa parte della cultura, anche se per Valditara e compagni viene considerata una minaccia

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