Post by InsideOver

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All’ombra della Terza guerra del Golfo gli Emirati Arabi Uniti scelgono lo strappo con l’Opec, l’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio che cartello che gestisce meccanicamente offerta e, indirettamente, prezzi dell’oro nero.  Dopo anni di tensioni con l’Arabia Saudita “regina” del cartello e dopo esser stati colpiti duramente dall’Iran nelle rappresaglie di Teheran dopo i raid israelo-americani dal 28 febbraio all’8 aprile, gli Emirati Arabi Uniti dall’1 maggio rompono con l’organizzazione ove entrarono nel 1967, sottraendo al lobbying Opec il 4% circa dell’offerta globale, pari a 4-4,5 milioni di barili al giorno. Un duro colpo al controllo del mercato da parte di un cartello dove continuano a esserci i principali Paesi colpiti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Musica per le orecchie degli Stati Uniti, primi produttori di petrolio al mondo ma sempre avversari dell’Opec e della sua logica di cartello, soprattutto nell’era del presidente Donald Trump che ha spesso accusato il cartello di agire come forza distorsiva. E per Israele che con l’uscita degli Emirati dall’OPEC potranno veder rafforzato l’asse energetico Emirati Arabi Uniti, Azerbaigian e Israele. Leggi l’articolo di andreamuratore in stories e segui la nostra pagina social #oil #emirates #OPEC

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