Post by InsideOver

7,568 followers

Lunedì 8 giugno il presidente boliviano di destra Rodrigo Paz ha firmato una legge che disciplina gli stati di emergenza, ampliando i poteri dell'esecutivo e consentendo, tra le altre misure, il possibile impiego dell'esercito per contrastare i disordini interni e liberare i blocchi stradali. Il provvedimento arriva in un contesto di forte tensione sociale: da oltre un mese la Bolivia è attraversato da proteste antigovernative organizzate da sindacati, contadini e gruppi vicini all'ex presidente Evo Morales, che hanno portato a circa 90 blocchi di importanti arterie stradali, isolando di fatto diverse città, tra cui La Paz. Le rivendicazioni dei manifestanti spaziano dalle richieste di aumenti salariali alla contestazione della Legge 1720 sulla riforma agraria, fino alle dimissioni immediate del presidente Paz, sostenuto dagli Stati Uniti ed eletto appena sei mesi fa. Paz ha difeso il rafforzamento delle misure di sicurezza collegando i disordini alla criminalità organizzata: “La sicurezza è minacciata quando il narcoterrorismo e le priorità di certi settori ostili alla nostra democrazia, alla nostra Costituzione e al libero sviluppo antepongono i propri interessi a quelli della società boliviana", ha dichiarato il presidente boliviano in conferenza stampa. Il governo Paz ha fatto ricorso a misure repressive per soffocare le proteste mobilitando la polizia e gruppi paramilitari alimentando ulteriormente le tensioni nel Paese. Secondo il ministero della Difesa boliviano dal 1° maggio al 2 giugno, i disordini hanno provocato 10 morti, 37 feriti e 365 arresti in Bolivia. Il governo afferma che sette dei decessi sono stati causati dalla mancanza di assistenza medica immediata ma che tutti gli episodi sono oggetto di indagine. #bolivia #southamerica

Post content

Video Content