Post by Giovanni Scafoglio

Giornalista e scrittore

A dieci anni dalla sua morte, dieci canzoni di Pino Daniele che amerai - #PinoDaniele è stato un archeologo dell’anima: ha scavato nella lingua partenopea per far riemergere le sfumature di una #Napoli semi-dimenticata. In particolare, il primo Pino, quello crudo, feroce, incazzato e malinconico, racconta una Napoli che vive e respira sotto le dita della sua chitarra. È una città vera, autentica, fatta di vicoli pieni di voci, odori di mare e salsedine, dove sai di non poter mai essere realmente solo, tra miserie e nobiltà. Non è la Napoli da cartolina, né quella dei film mainstream: è un luogo di contraddizioni, dove ogni nota scava un solco nella realtà, tra garzoni di bottega, puttane, masanielli e uomini che si vendono la propria donna. #Blues e #jazz si incontrano in un abbraccio scomodo, sudato, impastato di napoletano e inglese, all’ombra dell’Africa, creando un linguaggio musicale che non ha precedenti e non avrà mai eguali. Pino non copia, non imita: sperimenta. Crea. Trasforma il dialetto napoletano in un ritmo universale, una poesia volgare (nella più nobile delle eccezioni), graffiante, che fa ballare e piangere. È un artigiano del suono che intreccia corde e anima, dando vita a uno stile così inimitabile che chiunque ci abbia provato dopo è sembrato un dilettante. Questi sono dieci suoi brani che ho amato disperatamente e che non puoi non conoscere. Lasciati prendere per mano e accompagnare per i vicoli da queste canzoni, scalze e fiere, dieci scugnizze che non hanno età.

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