Post by EgeaEditore
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Se l’economia scopre il valore della frugalità «L’Italia è all’avanguardia con i suoi distretti, ma questi dipendono ancora dalle importazioni. Il passo successivo consiste nell’iperlocalizzare l’intera catena del valore per trasformare una scala fragile in economia di rete resiliente, ancorando la competitività alla vitalità del territorio». Nell’approfondimento firmato da Giampaolo Colletti per Il Sole 24 Ore, Navi Radjou racconta così una delle intuizioni al centro di Economia frugale: ripensare la crescita a partire dalle risorse che già abbiamo — materiali, competenze, relazioni, comunità — e dalla capacità di metterle in rete. Frugalità, in questa prospettiva, non significa rinuncia. Significa ridurre gli sprechi, accorciare le filiere, condividere risorse tra imprese, valorizzare il talento umano e costruire economie più vicine ai territori. Dalle economie di scala alle economie di rete: un passaggio che riguarda da vicino anche l’Italia, con i suoi distretti, le Pmi e un patrimonio diffuso di saperi produttivi. Nel libro, Radjou mostra come questo cambio di paradigma possa rendere l’impresa più resiliente e insieme più capace di generare valore economico, sociale e ambientale. Un invito a guardare alla frugalità non come a un limite, ma come a una forma possibile di innovazione. Il punto, infatti, non è iniziare a fare meno. È imparare a fare meglio. 📲 L’articolo completo, qui: https://cutt.ly/et3DtvPz 📖 E, per approfondire il tema, il libro “Economia frugale – Come le imprese possono imparare a fare di più con meno (e costruire un mondo migliore)” di Navi Radjou நவி ராஜூ 🇮🇳 🇫🇷 🇺🇸 (con prefazione di Sergio Iasi, presidente di Officine Maccaferri): https://cutt.ly/ttVfboI4 #libri #economia #economiafrugale #Italia #futuro