Post by Davide Riccardo Romano

Giornalista

Confessione di un burlone. Sul Natale d'agosto e altre verità inventate Ah, mi avete scoperto! O quasi. Sì, confesso: l'articolo sul Papa Leone XVI – pontefice che non esiste, visto che il cardinale Prevost ha assunto il nome di Leone XIV – che sposta il Natale ad agosto è completamente inventato. Una piccola satira scritta per divertire e, soprattutto, per far riflettere. Ho creato di sana pianta il "documento papale", le reazioni dell'episcopato, i commenti dei parroci, persino il povero cardinale Natalino Abete (nome non casuale che avrebbe dovuto fra suonare un campanello d’allarme a più d’uno) che dovrebbe gestire la transizione. Tutto falso, ovviamente. L'ho fatto proprio per dimostrare quanto sia facile, oggi, confondere la realtà con la finzione. Bastano un po' di dettagli verosimili, qualche citazione latina inventata ("Quotidie Suum" suona bene, no?), e il gioco è fatto. Come scriveva Umberto Eco: "Il fatto che un'idea sia falsa non impedisce che venga creduta". La cosa interessante è che molti hanno reagito come se fosse una notizia vera. Il che conferma esattamente quanto sostengo da tempo: abbiamo perso la capacità di riconoscere l'assurdo quando lo vediamo, perché viviamo in tempi così surreali che tutto ci sembra possibile. E soprattutto abbiamo perso la capacità di sorridere. Di apprezzare lo scherzo come un dono. Una pausa nel nostro frenetico e continuo agitarci in un tempo di violenza cieca e di tragedie che ci vedono come spettatori infastiditi e impotenti. Come diceva Groucho Marx: "L'umorismo è la ragione impazzita". Il paradosso dei nostri tempi è che la ragione è impazzita davvero, per conto suo. Quindi l'umorismo è diventato l'ultima forma di sanità mentale rimasta. È un piccolo esperimento sulla credulità dei nostri tempi. E devo dire che ha funzionato perfettamente! Devo anche confidare che ho ricevuto diversi insulti, soprattutto da parte di credenti e qualche religioso. Sacrilegio! Mi piacerebbe che nutrissero la stessa indignazione davanti a cose ben più serie e spesso alla loro portata. E mi chiedo che Dio adorino, perché il mio ha un gran senso dell'umorismo. Il loro me lo immagino a loro immagine somiglianza: accigliato e col dito puntato in un giudizio implacabile. Del resto, come osservava G.K. Chesterton: "Gli angeli possono volare perché si prendono alla leggera". Evidentemente alcuni fedeli hanno i piedi troppo piantati per terra per riuscire a sollevarsi, anche solo con un sorriso. La verità è che in un'epoca in cui la realtà supera quotidianamente la fantasia, la satira diventa quasi un atto di resistenza. È il modo per dire: guardate, questo è assurdo. E se non riuscite a riconoscerlo, forse il problema non è nella mia penna, ma nei vostri occhi. Come ammoniva Jonathan Swift: "La satira è uno specchio in cui chi guarda vede la faccia di tutti tranne la propria". Ecco, io ho semplicemente tenuto alto lo specchio. Le facce che ci si sono riflesse sono responsabilità di chi le porta. Davide Romano