Post by Cinzia Magnoni
🌟 Life & Business Strategist | Coaching, Mentoring, Formazione e Consulenza per Persone e Organizzazioni 🌟
……. Ma non sono sicuro che i miei pazienti leggano i libri che prescrivo. Forse i libri sono un pretesto. Inizio a pensarlo anch’io, ma non so per cosa. Ho capito solo che la letteratura non c’entra nulla. Magari la gente ha necessità di parlare. Mi confessano di tutto: insicurezze, ambizioni, in qualche caso la loro intera vita. E hanno questa fiducia che un romanzo li possa aiutare. A volte accade. La storia più bella me l’ha raccontata un’attrice che si era ritirata dalle scene: in un periodo delicato e infelice della sua esistenza un volta era entrata in una libreria nel momento in cui, in fondo a un corridoio, cadeva un libro per terra. Ne aveva sentito il rumore e a voce alta aveva detto che quel libro era per lei. Il libraio l’aveva sentita, aveva raccolto il libro, l’aveva raggiunta e gliel’aveva consegnato. Si trattava del Visconte Dimezzato di Italo Calvino. Era caduto aperto sulla pagina in cui le due metà del visconte Medardo di Terralba vengono ricucite insieme da un dottore inglese. Per lei era stato importante. Un piccolo segno, una piccola speranza dopo tanta disperazione. Si vede che c’è bisogno di uno come lei. Non faccio nulla, le giuro. Mi limito solo ad ascoltare. E le sembra poco? dal libro "Ogni coincidenza ha un’anima" di Fabio Stassi.