Post by Centro Psicoanalitico di Bologna "Glauco Carloni - Egon Molinari"

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Quando si ricorda una figura importante della storia della psicoanalisi, si tende a cercarne l’eredità nei testi e nei concetti che ha lasciato. Ma l’eredità di uno psicoanalista vive anche nel lavoro condiviso, nelle istituzioni e negli spazi di pensiero che contribuisce a costruire. È anche da qui che si può ricordare Egon Molinari. Prima ancora della nascita formale del Centro Psicoanalitico di Bologna, un gruppo di analisti si riuniva ogni mercoledì nella casa di via Fermi 4, a Casalecchio di Reno, per discutere casi clinici, leggere e confrontarsi. Da quegli incontri, animati dal piacere della ricerca comune, nacque nel 1974 il Centro Psicoanalitico di Bologna. Un’immagine che ricorda come la vita della psicoanalisi sia fatta non solo di teorie, ma anche di relazioni e scambi che generano comunità di ricerca. La presenza di Egon Molinari nella psicoanalisi italiana e nella storia del nostro Centro non si esaurisce nei suoi scritti e nel lavoro clinico. Rimangono il suo impegno nella formazione, il dialogo con colleghi e allievi e il contributo alla crescita della comunità psicoanalitica. Chi lo ha conosciuto ricorda anche la capacità di accompagnare il rigore del pensiero con il gusto del racconto. Nelle riunioni e nei seminari, una riflessione clinica trovava spesso risonanza in una storia o in una barzelletta della tradizione ebraica: un modo per avvicinarsi alla complessità delle cose e ricordare che le domande più importanti sfuggono alle risposte troppo definitive. A più di vent’anni dalla sua scomparsa, il suo nome continua a vivere nella memoria del Centro Psicoanalitico di Bologna e della Società Psicoanalitica Italiana. Lo ricordiamo con gratitudine per ciò che ha costruito e trasmesso e per lo stile umano con cui lo ha fatto: curiosità intellettuale, piacere del confronto e la rara capacità di far nascere una riflessione attraverso una storia raccontata al momento giusto.

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