Post by Centro Psicoanalitico di Bologna "Glauco Carloni - Egon Molinari"

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1. I “magnifici sei” e l’inizio di un’avventura… La storia del Centro Psicoanalitico di Bologna inizia ufficialmente nel 1974, in via Fermi 4 a Casalecchio di Reno. Nella casa di Egon Molinari e della moglie Tullia si ritrova da tempo un piccolo gruppo di analisti, che amava definirsi con ironia “i magnifici sei”. Oltre a Molinari, uno dei due fondatori insieme a Glauco Carloni, ne fanno parte Pier Mario Masciangelo, Fabio Zambonelli, Raul Melandri e Alberto Spadoni. Attorno ai temi della psicoanalisi si discute molto, ma si condivide anche il piacere della convivialità. Tra caffè, torte e ospiti provenienti da altre città e da altri Paesi, sembra delinearsi l’identità del futuro Centro. La lingua di base è quella freudiana, ma nello stesso tempo risuona anche l’ungherese di Ferenczi e Balint. “Nonno” nobile del Centro fu Cesare Musatti, figura decisiva per l’affermazione della psicoanalisi in Italia e curatore della storica edizione delle opere di Freud per l’editore Boringhieri. Molinari era stato suo analizzando e tra i due esisteva un rapporto di stima e affetto. Per via delle comuni origini venete, Molinari lo chiamava affettuosamente “el Professòr”. Un legame testimoniato anche dal dono al Centro della poltrona di lavoro e del lettino analitico di Musatti. Bologna era per lui un luogo particolarmente caro, dove trovava un’accoglienza calorosa, non solo da parte di Molinari ma di tutto il gruppo raccolto intorno a lui. Fin dall’inizio, il Centro mostra tre caratteristiche che lo accompagneranno nel tempo: l’apertura verso il pensiero e l’esperienza di scuole italiane e internazionali differenti; la capacità di integrare le diverse anime della Società Psicoanalitica Italiana; una qualità accogliente e “materna”, che unisce la convivialità emiliana allo stile ferencziano e ungherese portato in Italia proprio da Molinari. Rielaborato a partire da A. Battistini, “Storia del Centro Psicoanalitico di Bologna”, disponibile su Spiweb e in “La Società Psicoanalitica Italiana”, Mimesis, 2020. Continua….

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