Post by Benedetta Ornella Fontana

Docente di Lettere | Autrice | Giornalista | Divulgatrice culturale. “La bellezza salverà il mondo”. F. Dostoevskij

Attraversare Milano con questo caldo è quasi un atto di resistenza. Eppure, finisco sempre per fare il contrario: rallento. Alzo lo sguardo e cerco quel dialogo unico che questa città ha con il cielo. Milano è fatta così: facciate severe, quasi d’altri tempi, che all’improvviso si aprono su giardini segreti, terrazzi sospesi e cascate di edera che sembrano sorreggere i palazzi. C’è un’eleganza silenziosa nel modo in cui il verde si incastra tra il cemento e la pietra, rubando spazio alle geometrie perfette dei tetti per arrampicarsi verso la luce. Mi chiedo spesso perché certi luoghi abbiano il potere di trattenerci così. Forse perché non sono mai solo spazio. Sono pagine. E per questo torno sempre a Italo Calvino e alle sue “Città invisibili”: «D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.» Milano non parla a tutti nello stesso modo, né nello stesso momento. Custodisce un linguaggio fatto di ombre, di linee pulite che tagliano il cielo e di quel verde improvviso che ti sorprende dietro un portone. Aspetta solo la domanda giusta. Perché, in fondo, le città non si attraversano. Si interpretano. E ogni volta che impariamo a leggere i loro dettagli, stiamo leggendo anche una parte di noi stessi. Se non avete ancora letto “Le città invisibili”, fatelo. È uno di quei libri che non insegnano soltanto a guardare le città. Insegnano a guardare il mondo. E, forse, anche noi stessi. (Su Instagram si può vedere la gallery dedicata alla città di Milano, la mia città) #milanocity #milanodavedere #città #italocalvino #design

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