Post by Alessandro Tota

perito commerciale Ragioniere presso Istituto Tecnico Commerciale Statale Aldo Moro

Un operaio a Massa ha chiesto lo stipendio. Gli hanno risposto prendendolo a calci e pugni. Gli spettavano 2200 euro, le mensilità di aprile e maggio. Ma quando li ha chiesti si è sentito offrire trecento euro in contanti. Ha preteso il resto, come avrebbe fatto chiunque, ed è per questo che è finito al pronto soccorso: contusioni multiple, prognosi di sette giorni. Siamo nell'indotto della nautica, a Massa Carrara. Yacht di lusso, cantieri che fatturano milioni. E in fondo alla filiera un uomo pestato perché reclamava la sua paga. E quei cantieri ne raccontano altre, di storie così. Giovani migranti indebitati per arrivare in Italia, costretti a restituire parte dello stipendio al datore. Divise pagate di tasca propria, formazione zero, sicurezza ridotta all'osso. Ferie e permessi negati. Il divieto persino di denunciare un infortunio. Questo è sfruttamento. Ed è anche una scelta politica. Perché lo sfruttamento ha bisogno di un terreno fertile. E questo governo glielo ha preparato. Il subappalto a cascata era vietato. Lo proibiva il vecchio codice degli appalti, per una ragione semplice: ogni anello in più della catena diluisce le responsabilità, comprime i salari, fa sparire i controlli. Poi questo governo ha riscritto il codice e il divieto è caduto. Oggi un subappaltatore può subappaltare a un altro, che subappalta ancora, fino all'ultimo gradino della filiera. L'ultimo gradino è quello dove un uomo viene preso a pugni per 2200 euro. Il subappalto a cascata va abolito. E i controlli vanno moltiplicati: nei cantieri, lungo tutta la filiera, fino ai grandi committenti che da quella filiera traggono profitto e poi si dichiarano estranei a ciò che vi accade dentro. Perché in Italia, nel 2026, un uomo è stato preso a calci e pugni per aver chiesto la sua paga. E gli stessi che lo hanno favorito, ogni sera, vanno in televisione a parlarci di sicurezza.

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