Post by Luca "Landing" Orlandini

Aiuto le PMI ad acquisire maggiori richieste di preventivo dal web | FuturaImmagine.com

La veritá è noiosa? Inefficace? Abbiamo sbloccato un nuovo problema. Le persone non comprendono più il peso del vero e del falso, perché sono state educate e allenate al ritocco della realta. È un problema enorme nel business, perché tutto si basa sulla fiducia e sulla credibilitá. Sulla parola. L’altro giorno ho ascoltato un esperto di fitness parlare con preoccupazione di un bodybuilder dal fisico straordinario… che però aveva ritoccato le sue foto per ingrandire — di poco — le spalle. Ora: quelle spalle erano già enormi, perché farlo? Se le ritocca lui, noi cosa dovremmo fare? C'è da chiederselo. Nella narrativa attuale, un piccolo ritocco non è solo accettato… è invisibile. Questo che mi fa riflettere. Quando costruisco una landing page, o quando un cliente mi chiede di valorizzare il suo prodotto, non sto solo creando un’immagine bella: sto creando una conferma. Una prova. Un elemento di credibilità dove non ci sono zone grigie. Eppure, oggi, sempre più clienti mi chiedono: “Possiamo usare l’AI per generare le foto?” Anche nei settori più tecnici, dove dovremmo evitarlo, ma soprattutto (ed è ciò che mi preoccupa) con leggerezza. Potremmo usare immagini vere, ma richiedono un fotografo e budget. E sarebbero meno straordinarie. Possiamo usare l'AI per creare immagini straordinarie per D&D (trovi il caso di studio su Futuraimmagine), ma NON per i prima e dopo di un chirurgo estetico. Il problema è diffuso ed in crescita. Pensa a cosa sta succedendo nelle riviste di medicina: Il 27 maggio è uscita una notizia clamorosa: le immagini istologiche generate con l’AI sono così realistiche da confondere anche gli occhi più esperti. In uno studio condotto in Germania, solo il 70% degli studenti esperti ha riconosciuto le immagini vere da quelle false. E tra i meno esperti? Appena il 55%. Il co-autore dello studio, Ralf Mrowka, è stato chiaro: l’AI può generare un numero infinito di immagini false, credibili, adattabili. E gli strumenti di rilevamento attuali? Sono troppo lenti per starle dietro. Le riviste ora propongono una cosa semplice ma cruciale: richiedere i dati originali delle immagini, per certificare l’autenticità. Un po’ come chiedere il RAW a un fotografo. Ecco la domanda che dobbiamo farci: quanto vale oggi una foto vera? Per me, tantissimo. Perché nei siti che costruisco, nei contenuti che creo, ogni dettaglio reale è una prova, un’ancora, un gesto di rispetto verso chi legge. E anche se l’AI ci permette di barare senza essere scoperti, la verità — quella vera — resta sempre il fondamento di una comunicazione efficace. Hai un prodotto valido? Hai risultati reali? Mostrali così come sono. Non serve ritoccare la realtà per renderla migliore. Serve imparare a comunicarla per quello che è. Il bollino di Linkedin sulle foto che pubblico nei post è un'ottima idea, dovremmo estenderlo su tutto? Implementa l'AI nel modo corretto, rimani AI-last.

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